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Trame di Vite: i giovani raccontano le colline

Presentata la terza edizione del progetto voluto dal Consorzio di Tutela: una raccolta di racconti brevi scritti dai finalisti del Campiello Giovani, ispirati da un tour nel territorio patrimonio UNESCO
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Il paesaggio come uno stato d’animo. Capace di regalare emozioni da trasmettere poi attraverso il racconto scritto. È questa l’idea che sta alla base di Trame di Vite: progetto che intreccia letteratura e viticoltura, avviato dal Consorzio di Tutela grazie alla ormai decennale collaborazione con il Premio Campiello. 

UN’ESPERIENZA DIRETTA A CONTATTO COL TERRITORIO

La terza raccolta di racconti “Trame di Vite” è stata presentata lo scorso 15 settembre presso l’Aula Magna dell’Università di Enologia di Conegliano. Presenti i giovani finalisti delle ultime due edizioni del premio “Campiello Giovani”.
Ogni anno, durante il periodo della vendemmia, i 5 finalisti del Campiello Giovani visitano i luoghi più iconici delle
colline patrimonio UNESCO.
Qui, tra passeggiate tra le Rive eroiche, incontri con produttori, artigiani e personaggi del luogo, i ragazzi raccolgono suggestioni, immagini, memorie e tradizioni, trasformando il tutto in materia narrativa per i loro racconti originali, inseriti poi in una raccolta, che quest’anno ha raggiunto il terzo volume.

TOMASI: “I GIOVANI PORTATORI DI NUOVE IDEE”

“L’incontro con i luoghi e con le persone – ha spiegato il direttore del Consorzio, Diego Tomasi – è un modo autentico ed originale per far conoscere il valore della Denominazione e il lavoro dei viticoltori ad una nuova generazione di narratori”.

Ricordando anche come il territorio, con la sua età media di ricambio generazionale tra le più basse d’Italia, trovi nei giovani la linfa vitale per idee fresche e nuove, indispensabili in un mondo in continuo cambiamento. “Il nostro è un vino che nasce da un paesaggio culturale e lo dimostra il fatto di essere patrimonio UNESCO, per cui la nostra direzione non può essere altra che quella di seguire i filoni più importanti della cultura”.

I PROTAGONISTI DI TRAME DI VITE

Ad accompagnare i giovani scrittori nelle loro esplorazioni del territorio è stato Miro Graziottin, storico ed esperto del territorio, che mette in evidenza il potere evocativo del paesaggio:

“Quello delle nostre colline è un paesaggio inquieto, quasi barocco, che suscita introspezione quindi perfetto per trovare ispirazione”.

E con lui sono d’accordo anche i giovani del Campiello presenti ieri a Conegliano, sia i partecipanti all’edizione 2024 che hanno scritto i cinque racconti inediti – Sofia Aleandri, Giulia Arnoldi, Daniele Camagna, Francesco Maisto e Filippo Triolo – che quelli dell’edizione 2025 – Valeria Arieti, Giacomo Bonato, Giacomo Masut, Chiara Miscali e Aurora Vannucci –  che entro la prossima primavera consegneranno un loro racconto, traducendo a  parole l’esperienza vissuta. 

IL RACCONTO DEI GIOVANI SCRITTORI

Giulia Arnoldi, da Bergamo, vincitrice della 29ª edizione del Campiello Giovani, ha confessato di come il territorio l’abbia segnata: “Quello che mi ha lasciato di più è questo senso di bellezza che questa regione si porta dietro, ma è una bellezza che nasce dalla fatica e dal lavoro, che ho cercato di integrare nel mio racconto assieme alla memoria di questi luoghi”. Un esempio? L’antico gelso della zona, un “testimone” della cultura dei luoghi che rischia di essere dimenticata.

Anche Francesco Maisto, originario di Napoli e residente a Lodi, ha raccontato di essere rimasto “folgorato dall’architettura delle colline”. Nel suo racconto “In vino requiem”, ha cercato di trasmettere un altro aspetto che lo ha colpito profondamente: “quello del tempo sospeso che si respira in queste colline, come se ci fosse una staticità che però brulica di vita”.

Con Trame di Vite, il Consorzio e la Fondazione Campiello tessono un fil rouge tra la bellezza del territorio, la fatica della viticoltura e la forza creativa dei giovani. Con l’augurio che nuove, stimolanti, intriganti, appassionanti storie possano nascere anche qui, tra le colline ricamate di vigneti dove anche la mano dell’uomo si fa cultura. 

Sfoglia i racconti del 3° volume di “Trame di Vite”

 

Foto di Arcangelo Piai