Prosecco.it — Conegliano Valdobbiadene DOCG

SEMPRE PIÙ SECCO. NON PER MODA, MA PER VIRTÙ

Tre autorevoli opinioni sul mondo Extra Brut, la tipologia del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG sempre più apprezzata dai consumatori
brindisi prosecco superiore docg

Secco. Sempre più secco. Che questa sia la tendenza della richiesta dei consumatori del Conegliano Valdobbiadene DOCG è già cosa nota. Tanto che, per rispondere a questo crescente apprezzamento, il Consorzio ha voluto introdurre già dal 2019 la tipologia Extra Brut. La richiesta di gradazioni zuccherine sempre meno accentuate investe anche tanti altri mercati, dal consumo di caffè senza zucchero alla crescente preferenza accordata al cioccolato con alte percentuali di cacao.

Si tratta, in parte, della stessa tendenza che ha fatto contrarre il consumo di Conegliano Valdobbiadene DOCG Extra Dry, pur se questa rimane la tipologia più di riferimento, quella più tradizionale cui i consumatori restano comunque affezionati. Ma qualcosa, è innegabile, è cambiato, nella richiesta così come nell’offerta. Da un lato consumatori sempre più attenti e informati apprezzano maggiormente i vini in grado di raccontare meglio il territorio.

Dall’altro i produttori riescono sempre più a esprimerlo, il loro magnifico territorio, producendo uve di sempre maggiore qualità e di sempre più spiccata identità, realizzando così spumanti che anche con un bassissimo residuo zuccherino mantengono tutte le caratteristiche di morbidezza, aromaticità e di sapori fruttati del Conegliano Valdobbiadene. Peculiarità non secondarie, queste, soprattutto per gli abbinamenti. Per questo abbiamo voluto ascoltare chi si interfaccia quotidianamente tra domanda e offerta per decifrare questa sempre più marcata tendenza al “bere secco”.

UK: complessità e secchezza

Personalmente credo che il Conegliano Valdobbiadene DOCG Brut ed Extra Brut possa essere una bella opportunità per i palati più esperti, che cercheranno e apprezzeranno il meglio della produzione. A mio avviso, comunque, saranno le proposte dei singoli produttori a determinare la scelta, e non più la parola Prosecco.

Roger Jones, per più di vent’anni chef patron del Ristorante The Harrow di Little Bedwyn (GB)

 

Meno zuccheri, piu versatilità

Inoltre, relazionandosi con la grande cucina il mondo del Prosecco ha potuto rinunciare a un po’ di dolcezza e a richiedere alla Glera sempre una maggior secchezza e a produrre Brut con eccellenti risultati qualitativi. È proprio grazie al continuo ascolto dei consumatori che hanno saputo arrivare ad Extra Brut di grande eleganza e a spingersi fino alla difficile “sfida” del Nature.

Alessandro Scorsone, celebre sommelier italiano

La virata sul brut

Propongo quasi sempre un Brut o Extra Brut come aperitivo o come inizio di una degustazione, e spesso chi ama il Prosecco lo sceglie poi per tutto pasto, anche perché ben si abbina alla nostra cucina. Personalmente, gradisco molto la morbidezza e il corredo aromatico di Dry ed Extra Dry, ma sempre più spumanti Brut ed Extra Brut presentano grandi caratteristiche di rotondità, complessità e finezza.

Valentina Rizzi, enologa e sommelier in forza al ristorante stellato milanese Viva, della chef Viviana Varese

 

Articolo originariamente pubblicato nel magazine Conegliano Valdobbiadene di Dicembre 2020 che si può sfogliare qui