ProWein, punto di riferimento per un mercato chiave
A Düsseldorf il Consorzio consolida il dialogo con il primo mercato estero della Denominazione: dalle voci di esperti e aziende emerge un quadro strategico per il futuro del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG

La partecipazione del Consorzio al ProWein di Düsseldorf (15–17 marzo) si inserisce in un contesto fieristico in evoluzione, in cui gli equilibri internazionali stanno cambiando. Negli ultimi anni, accanto alla storica centralità della tappa tedesca, sono emersi nuovi poli attrattivi come Wine Paris. Mentre anche Vinitaly ha rafforzato il suo ruolo internazionale.
Nonostante questo scenario, ProWein mantiene una funzione strategica: resta il principale punto di incontro con il trade tedesco e dei paesi dell’Europa centro-orientale. Aree, queste, fondamentali per la Denominazione.
I numeri dell’edizione 2026 (3.400 espositori da 63 paesi e 31.000 visitatori professionali da 105 nazioni) confermano una piattaforma ancora altamente qualificata, sempre più orientata all’efficacia commerciale e alla selezione dei contatti.
Per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, il presidio resta quindi imprescindibile. La Germania si conferma il primo mercato estero, con 7,7 milioni di bottiglie esportate e una crescita del +43,2% nel periodo 2016–2024. In questo contesto, il Consorzio ha coordinato la presenza di 6 aziende allo stand istituzionale, con 50 vini in degustazione, rafforzando il dialogo con uno dei partner commerciali più solidi della Denominazione.

I produttori allo stand consortile a ProWein
LA VOCE DI OPINION LEADER E SOMMELIER…
A dare profondità al racconto della Denominazione sono state anche due figure che collaborano attivamente con il Consorzio:
- Peter Douglas, DipWSET, wine educator e professionista del settore con base in Germania
- Federico Cocchetto, sommelier AIS Veneto.
Peter Douglas, che ha tenuto due masterclass con il direttore Diego Tomasi in collaborazione con ICE, descrive un pubblico attento e curioso. «Abbiamo proposto due letture della Denominazione, gli stili produttivi e il tema del Rive. Il Sui Lieviti funziona molto bene per attirare l’attenzione, ma resta percepito come una nicchia».
Poi il passaggio che segna un cambio di passo: «Quello che sorprende davvero sono le Rive. Un partecipante mi ha detto: “Non immaginavo che il Conegliano Valdobbiadene DOCG fosse così legato al terroir. La diversità dei singoli appezzamenti è sbalorditiva”».
Douglas insiste su un punto chiave anche per il lavoro delle aziende: «Parliamo di vini che si collocano nel segmento premium e si confrontano con Champagne, Crémant o Franciacorta. Ma hanno una forza propria: sono più accessibili, più versatili a tavola. Questo è un messaggio che il mercato capisce e apprezza».
Al banco istituzionale, Federico Cocchetto (AIS Veneto) racconta la fiera dal punto di vista operativo: «Ho avuto la sensazione di una maggiore affluenza rispetto allo scorso anno, anche grazie a una disposizione degli spazi più funzionale».
Le degustazioni lo confermano: «Soprattutto tra domenica e lunedì abbiamo lavorato molto, con un flusso continuo di operatori». Interessante anche la lettura sui gusti: «Mi ha colpito vedere meno referenze con residui zuccherini elevati. Potrebbe essere un segnale di un mercato che si sta spostando verso stili più secchi, più centrati». E sulla provenienza degli interlocutori aggiunge: «Ho incontrato molti operatori dell’Est Europa, spesso piccoli distributori o enotecari. È un pubblico concreto, molto interessato al prodotto».
- Masterclass con il direttore Tomasi e Peter Douglas DipWSET
- Il sommelier Federico Cocchetto allo stand consortile
- Masterclass con il direttore Tomasi e Sebastian Bordthäuser
… E QUELLA DELLE CANTINE
Dalle aziende arriva un quadro ancora più diretto, fatto di esperienza sul campo e relazioni costruite nel tempo.
Ezio Bressan, titolare di Sui Nui, mette subito a fuoco l’aspetto più rilevante: «Gli appuntamenti erano numerosi, ma soprattutto di qualità. Questo per noi fa la differenza». E chiarisce perché: «Qui trovi buyer che non cercano solo prezzo, ma vogliono completare la gamma con prodotti di livello più alto. È uno spazio in cui il nostro posizionamento ha senso». Nel confronto con gli operatori, emerge anche un’evoluzione culturale: «Viaggiando e incontrando clienti vedo che il mercato inizia a distinguere. Non esiste più solo “Prosecco”: si parla di DOC, DOCG, di Rive, di Cartizze. Questa consapevolezza sta crescendo ed è un passaggio fondamentale per noi».
Per Mara Rebuli, export manager della Rebuli Angelo, il valore del ProWein si misura soprattutto nel medio periodo. «Non è una fiera dove tutto si chiude subito. I contatti veri spesso arrivano dopo, nei mesi successivi». Una dinamica che richiede visione: «È un lavoro di continuità, di presenza. E soprattutto di coerenza». Da qui una riflessione molto concreta: «La competizione sul prezzo è infinita, qualcuno che costa meno lo trovi sempre. L’unico modo per uscire da questa logica è puntare sulla qualità e costruire un rapporto in cui il cliente riconosce quel valore».
Laura Quattraccioni, export manager de La Tordera, riporta l’attenzione sulla centralità della fiera nel percorso commerciale. «Per noi resta uno degli appuntamenti più importanti per incontrare i clienti esteri». Guardando ai mercati, il cambiamento è evidente: «Negli ultimi anni ci siamo sviluppati molto nei Paesi dell’Est, che oggi rappresentano una quota significativa del nostro export». E nel dialogo con i buyer emerge un segnale incoraggiante: «Sempre più spesso ci chiedono esplicitamente il Conegliano Valdobbiadene DOCG. Non tutti hanno le idee completamente chiare, ma la curiosità e l’attenzione sono cresciute in modo evidente».
Nel complesso, ProWein si conferma un osservatorio privilegiato per comprendere le dinamiche del mercato e rafforzare il posizionamento della Denominazione.
Le testimonianze raccolte convergono su un punto: cresce la consapevolezza del valore qualitativo e territoriale del Conegliano Valdobbiadene. Un segnale concreto che premia il lavoro del sistema consortile e rafforza le prospettive nei mercati internazionali.


