Prosecco.it — Conegliano Valdobbiadene DOCG

Premio Campiello: i giovani narratori nelle colline

Conegliano Valdobbiadene Prosecco e Campiello: un brindisi che intreccia vino, cultura e futuro. A settembre la visita al territorio dei finalisti 2025 e la presentazione del nuovo “Trame di vite”
Cinquina_Giovani_2025

Anche quest’anno, come ormai da tradizione pluriennale, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG accompagnerà le serate finali della 63ª edizione del Premio Campiello, venerdì 12 settembre al Teatro Goldoni di Venezia quella del Campiello Giovani e sabato 13 settembre al Teatro La Fenice di Venezia per la premiazione ufficiale.

Una partnership con una delle manifestazioni letterarie più prestigiose d’Italia, promossa da Confindustria Veneto, che non è soltanto simbolica, ma che si rinnova di edizione in edizione, confermando il valore dell’incontro tra il mondo della cultura e il territorio delle colline Patrimonio UNESCO.

LA VISITA DEI FINALISTI DEL CAMPIELLO GIOVANI

La collaborazione non si limita ad accompagnare le serate più prestigiose del premio, ma che produce anche cultura, grazie allo stretto legame soprattutto con il Campiello Giovani.
Anche quest’anno, infatti, i cinque finalisti dell’edizione 2025 – Valeria Arieti 19 anni, Giacomo Bonato 17 anni, Giacomo Masut 18 anni, Chiara Miscali 21 anni e Aurora Vannucci 19 anni – saranno ospiti dal 14 al 16 settembre tra le colline di Conegliano Valdobbiadene.

La visita prevede tour nei luoghi più iconici del territorio, incontri con i produttori della Denominazione e con alcuni artigiani, come l’artista della lavorazione del legno di Combai Pietro Colmellere e Roberto Da Re Giustiniani, responsabile editoriale di Kellermann edizioni. Esperienze che diventeranno materia narrativa nella prossima edizione di “Trame di Vite”, l’antologia che raccoglie i racconti ispirati dal soggiorno tra vigne, cantine e botteghe.

FRANCO ADAMI: “LA BELLEZZA DELLE COLLINE VISTA DAI GIOVANI”

Una raccolta di racconti che lega una delle Denominazioni più giovani d’Italia, come età media, con le nuove leve della narrativa italiana contemporanea.
“Noi amiamo il nostro territorio – commenta il presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami – e con il nostro lavoro nei vigneti lo custodiamo con orgoglio, ma la nostra è anche una terra di cultura che è stata culla ed ispirazione di celebri scrittori italiani. Dalla nostra identità, quindi, nasce l’idea del progetto Trame di Vite: portare dei giovani scrittori ad ammirare la bellezza unica al mondo del nostro paesaggio e ad “assaggiare” la vita dei viticoltori che ne sono artefici”.

“TRAME DI VITE” ALL’UNIVERSITÀ DI ENOLOGIA DI CONEGLIANO

Il 15 settembre sarà invece il momento della presentazione della terza edizione di Trame di Vite presso l’Università di Enologia di Conegliano, il volume in cui i cinque protagonisti dell’edizione 2024 – Sofia Aleandri, Giulia Arnoldi, Daniele Camagna, Francesco Maisto e Filippo Triolo – racconteranno il frutto della loro esperienza sul territorio, con testi che intrecciano memoria, immaginazione e il vissuto nelle vigne.

“Nelle loro storie – sottolinea Diego Tomasi, direttore del Consorzio – ritroviamo accenni della loro esperienza qui sulle nostre colline. L’incontro con i luoghi e con le persone è un modo autentico ed originale per far conoscere il valore della Denominazione e il lavoro dei viticoltori ad una nuova generazione di narratori”.

La collaborazione con il Premio Campiello si conferma, quindi, come un legame duraturo, che unisce l’eccellenza di un territorio al valore universale della cultura, mostrando come la forza di una Denominazione non risieda soltanto nei suoi vini, ma anche nella capacità di dialogare con mondi diversi, dall’arte alla letteratura, senza perdere autenticità.