Nuovo clima e difesa della vite
Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco e le associazioni di categoria territoriali insieme per salvaguardare la viticoltura

Quando il cambiamento climatico incide sulla salute della vite. Di questo tema fondamentale, con effetti evidenti sulla distribuzione delle precipitazioni e sulla gestione delle malattie della vite, si è discusso lo scorso martedì 4 marzo in un convegno organizzato dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco presso l’Auditorium Celestino Piva di Valdobbiadene in collaborazione tutte e tre le associazioni di categoria del settore primario: CIA Treviso, Confagricoltura Treviso e Coldiretti Treviso.
L’incontro ha visto la partecipazione di Gabriele Posenato ed in primo piano ha focalizzato l’attenzione soprattutto sulla Peronospora, che nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco rappresenta una delle principali sfide per i viticoltori, aggravata dalla difficoltà di intervenire tempestivamente dopo le incessanti piogge. Le estreme pendenze delle colline, infatti, rendono complessa e pericolosa la trattorabilità dei vigneti, limitando le possibilità di intervento.
La relazione del Dottor Posenato è stata introdotta dal Direttore Diego Tomasi il quale ha esposto i risultati di una recente verifica sulle precipitazioni in Italia che dimostrano che al nord nel corso del 2024 si sono avute maggiori precipitazioni del 30/50 % rispetto alla media storica (ultimi 50 anni), mentre al sud la situazione è stata nettamente opposta. L’area di Conegliano non è rimasta esente da questo andamento, tanto che l’anno scorso sono caduti 1.850 mm contro i 1.200 di media, ma ancora più importante sottolineare che le primavere (aprile-maggio-metà giugno) più piovose degli ultimi 65 anni si sono avute a partire dal 2013 con un picco estremo nel 2019. Ciò significa che i nostri viticoltori dovranno d’ora in avanti confrontarsi con due problematiche sempre più frequenti: l’impatto del nuovo clima sul territorio (vedi microfrane) e la difficoltà sempre maggiore di difendersi dalle aggressioni della Peronospora.
“Se volessimo individuare quale tra i cambiamenti climatici stia impattando maggiormente sulla nostra Denominazione, dovremmo quasi certamente guardare alla nuova distribuzione delle piogge, con precipitazioni sempre più concentrate nei mesi primaverili. Un cambiamento cruciale che comporta una gestione sempre più impegnativa della lotta alla Peronospora”, ha commentato Franco Adami, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e moderatore della serata. “Questo fenomeno non è nuovo per i nostri viticoltori, che da anni stanno adottando i principi della difesa di precisione, a favore di una viticoltura ancor più sostenibile e sempre meno impattante per l’ambiente. Proprio per contribuire a questa tematica, con il convegno di martedì sera abbiamo voluto dedicare ampio spazio all’argomento: solo una profonda conoscenza della biologia del patogeno e l’esperienza tecnico-scientifica sui mezzi di contrasto possono garantire un’efficace strategia di difesa. Va infine ricordato che quanto discusso sulla Peronospora è stato già oggetto di quattro incontri specifici organizzati negli ultimi mesi dal Consorzio o con il suo contributo. In queste occasioni, abbiamo potuto avvalerci dell’esperienza di due autorevoli esperti del settore: il Dott. Gabriele Posenato di Agrea e la Prof.ssa Silvia Toffolatti dell’Università di Milano”.
Al convegno sono intervenuti anche i rappresentanti delle tre associazioni di categoria. “Ancora oggi – ha confermato Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente Confagricoltura Treviso – la Peronospora rappresenta la principale avversità della vite nelle nostre aree, per il controllo della patologia risulta fondamentale proseguire la sperimentazione in ambito genetico per la selezione di cultivar resistenti. Ricerca ed innovazione costituiscono gli elementi fondamentali per conciliare produzione e sostenibilità”.
Salvatore Feletti, presidente CIA Agricoltori Italiani Treviso ha rimarcato l’importanza per le aziende di approfondire la conoscenza delle patologie in modo da poterle affrontare nel modo migliore. “Questi incontri – ha spiegato – sono un valore aggiunto se consideriamo che una maggiore efficacia e tempestività dell’intervento riduce sia l’impatto ambientale che economico delle attività di trattamento per un’agricoltura sempre più sostenibile”.
“L’attenzione ai percorsi formativi ed informativi nel campo delle fitopatie – ha infine sottolineato Giuseppe Satalino, direttore di Coldiretti Treviso – è da sempre al centro dell’impegno di Coldiretti nei confronti delle imprese e non solo. Il contesto della Fiera di San Gregorio in tal senso è molto significativo vista la centralità di queste tematiche al fine della cura e della conservazione di queste preziose colline oggi Patrimonio dell’Umanità e della garanzia del reddito delle imprese agricole che se ne prendono cura ogni giorno con dedizione e passione che si traduce nell’altissima qualità dei prodotti che sanno esprimere”.
Tutti gli enti promotori dell’iniziativa confermano pertanto il proprio impegno nel fornire agli operatori del settore strumenti e conoscenze per affrontare le sfide climatiche e fitosanitarie, contribuendo alla sostenibilità e alla qualità del prodotto che ha reso questo territorio un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.