Prosecco.it — Conegliano Valdobbiadene DOCG

Incoming internazionali: USA e UK in visita

A maggio la Denominazione ha ospitato due delegazioni internazionali di alto profilo: 10 operatori americani, selezionati tra i sommelier e buyer più influenti del mercato statunitense, e 4 giudici del concorso IWSC in arrivo dal Regno Unito per il Global Judging
Bortolotti

Maggio è stato un mese denso di presenze internazionali. Due delegazioni, due mercati, un filo conduttore: consolidare relazioni con due paesi strategici — UK e Stati Uniti — per la Denominazione.

Gli Stati Uniti sono il quinto mercato mondiale per la Denominazione, con un valore di 21,9 milioni di euro nel 2024 e una crescita del 26,9% sull’anno precedente. Il Regno Unito è il secondo, con 42,1 milioni di euro e oltre sette milioni di bottiglie.

Su entrambi i fronti, il Consorzio ha scelto lo stesso approccio: portare le persone tra le colline Patrimonio UNESCO, perché il territorio, quando lo si vive, finisce per parlare da solo.

Dieci americani tra le colline UNESCO

Tra il 4 e il 9 maggio, il Consorzio ha accompagnato una delegazione di dieci professionisti americani — sommelier, wine director e buyer selezionati tra i più influenti del mercato statunitense — in un programma immersivo tra le aziende della Denominazione.

Il gruppo includeva:

  • Dimitrios Karagiannis, wine director del rinato Babbo di New York;
  • Tyler Alken MS, Director of Food & Beverage del Willows Lodge di Woodinville (Colorado);
  • David Su, sommelier al Bellagio di Las Vegas, uno dei resort più celebri al mondo;
  • Claire McDonald, wine director del ristorante Avec di Chicago;
  • Kaysie Rogers, lead sommelier al tristellato SingleThread di Healdsburg a Sonoma County (California);
  • Sarah Knoefler-Potash, wine merchant del Ferry Plaza di San Francisco;
  • Haley James di Antico Nuovo a Los Angeles.
  • Con loro, Taylor Parsons e Marissa Kipp di Marq Wine Group, l’agenzia che rappresenta il Consorzio negli Stati Uniti.

Il programma ha messo al centro le aziende storiche, i piccoli produttori, la viticoltura eroica e le diverse filosofie produttive che convivono nella Denominazione.

Le impressioni dei professionisti USA

Le reazioni dei partecipanti restituiscono bene la distanza tra ciò che si conosce da lontano e ciò che si vive sul campo. Kaysie Rogers, al primo contatto con le colline, ha dichiarato: “L’avevo visto solo in fotografia, quindi la prima cosa che mi ha colpito è stata la straordinaria bellezza del territorio”. L’impressione si è fatta più concreta nei vigneti: “Nelle fotografie capisci che si tratta di viticoltura eroica, ma abbiamo scalato diversi vigneti e sono arrivata in cima decisamente senza fiato”.

Tyler Alken MS ha invece fatto emergere un elemento strategico preciso: “Credo che il consumatore americano ancora non abbia ancora ben percepito quanto siano speciali questi paesaggi, le colline, la loro rilevanza storica e il metodo produttivo. Ed è un racconto che deve essere fatto e sostenuto sempre a livello promozionale”. Una lettura condivisa da Taylor Parsons: “Conegliano Valdobbiadene è oggi una grande regione vinicola, con un terroir autentico, tra i migliori d’Italia e forse anche del mondo, ma che si può apprezzare e capire meglio solo visitando direttamente il territorio e le sue cantine”.

È esattamente questa la logica degli incoming: creare una conoscenza diretta che nessuna scheda tecnica o presentazione in fiera riesce a costruire. 

VEDI LE INTERVISTE ALLA DELEGAZIONE USA (da QDPNews)

I giudici IWSC: secondo anno consecutivo in Denominazione

Dal 25 al 28 maggio, il Consorzio ha ospitato per il secondo anno consecutivo i giudici dell’International Wine & Spirit Competition (IWSC) per il Global Judging dedicato ai vini della Denominazione, con le degustazioni dei 150 campioni iscritti. A coordinare il panel è stata ancora una volta Sarah Abbott MW, affiancata da Federico Moccia del 67 Pall Mall, uno dei più celebri wine-club di Londra, Melania Battiston influencer e sommelier del Cornus stellato Michelin e Helena Nicklin, giornalista e broadcaster con una rubrica fissa sul Daily Mail. Con loro, Christelle Guibert, Strategy and Business Development Director di IWSC.

Dalle deliberazioni ufficiali della giuria è emerso un quadro di profonda maturità stilistica, sintetizzato nel giudizio complessivo dei degustatori che hanno descritto la Denominazione come “una regione vinicola di livello mondiale che produce vini di reale complessità, capaci di andare ben oltre lo stereotipo della bollicina leggera”. 

I risultati del Global Judging 2026

Il cuore tecnico delle sessioni e delle visite sul campo si è focalizzato sulle Rive, la zona del Cartizze e le sue “vecchie viti”.
Proprio i Rive e i Cartizze hanno ottenuto risultati di particolare rilievo, con i giudici che hanno applaudito la
“straordinaria trasparenza del terroir, espressa attraverso una vibrante acidità, marcate note di pietra focaia e una fitta trama salina”. Anche la gestione del residuo zuccherino ha ridefinito i canoni tradizionali; il panel ha infatti lodato la “gestione magistrale” degli zuccheri sia nel Cartizze Brut (premiato con l’oro) sia negli Extra Dry, descritti come capaci di “bilanciare perfettamente la dolcezza naturale con una freschezza fruttata tesa e mai stucchevole”. 

Le indicazioni più innovative sono arrivate però dalle categorie d’avanguardia. I Millesimati Extra Brut hanno stupito per la loro evoluzione nel calice, spingendo i giudici a sottolineare un “inaspettato e notevole potenziale di invecchiamento strutturale”.
Sul fronte della tradizione, la tipologia
Sui Lieviti ha rubato la scena, venendo definita dal panel in netta e costante evoluzione qualitativa, celebrata come “un assoluto trionfo gastronomico per la sua fisionomia texturizzata e la sua eccezionale versatilità negli abbinamenti con il cibo”. Questo slancio prospettico ha trovato la sua naturale conclusione nell’incontro con i giovani produttori dello Young Club, indicati dall’IWSC come “i veri interpreti di un cambio di passo stilistico, dinamico e profondamente consapevole delle proprie radici”