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Storie  

Il racconto delle colline di Giorgio Pasotti

L’attore, testimonial e volto della campagna promozionale del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG “A chi sa cogliere emozioni vere” in visita per due giorni nel territorio
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Conoscere dal vivo le colline del Conegliano Valdobbiadene fa sì che il mio lavoro abbia una definizione molto più precisa, che io sappia di cosa sto parlando. E mi aiuta ad utilizzare questo materiale per emozionare”. Così Giorgio Pasotti, l’attore italiano scelto come volto della Campagna promozionale del Consorzio di Tutela “A chi sa cogliere emozioni vere”, ha raccontato la sua prima visita nel territorio, lo scorso giugno. Una due giorni che lo ha visto percorrere le colline con lunghe passeggiate in bici e visitare alcune cantine storiche della denominazione. Lo abbiamo incontrato proprio in occasione di una di queste.

Giorgio, quali sono state le tue impressioni di questo tour sulle colline del Conegliano Valdobbiadene?

Essendo di natura una persona molto curiosa, prima di venire qui mi ero documentato su cosa aspettarmi. Ma quello che ho trovato ha superato ogni mia più rosea aspettativa. Le immagini di queste colline così impervie che avevo già visto in foto, non riescono a dare l’idea esatta di quanto sia particolare questo territorio. Ma oltre la morfologia, quello che più mi ha colpito è la passione con la quale chi lo abita lo cura, lo coltiva, lo ama e lo fa crescere. E tutto questo parte da un livello culturale, storico e anche geografico che si riflette poi nel prodotto finito. E questo è qualcosa di assolutamente inedito per me. Quello che ho trovato è una comunità di persone che portano con sé segreti, storie e umanità da secoli. Ed è qualcosa facilmente respirabile e credo che sia anche forse l’arma in più che ha questo prodotto per potersi imporre anche in un mercato molto più grande rispetto a quello in cui già, ovviamente, si trova.

Visto che oltre ad un grande attore sei anche un ottimo regista, ambienteresti mai un film su queste colline?

Beh, sono colline assolutamente cinematografiche, dai paesaggi molto morbidi. Quando mi trovavo ad un ristorante ho avuto modo di vederle al tramonto, una veduta meravigliosa, da poesia e da fiaba al tempo stesso. Ma oltre al meraviglioso aspetto paesaggistico, trovo che sarebbe molto interessante anche raccontare qualcosa che ne faccia scoprire le radici e l’importanza culturale.

E il legame col mondo del cinema si rafforzerà, vista la collaborazione che il Consorzio di Tutela ha avviato con la mostra del cinema di Venezia…

Mi fa piacere da più punti di vista. Intanto, perché essendo la mostra del cinema un evento internazionale ma italiano, mi sembra giusto che sposi un vino italiano ma che è internazionale al tempo stesso. In più riflettevo sul fatto che si possa creare una sorta di trittico di altissimo valore legato alle denominazioni UNESCO, ossia Venezia, le Dolomiti e appunto il Conegliano Valdobbiadene. In qualche modo c’è una sorta di trait d’union tra questi paesaggi storici e culturali così importanti. E per me come attore, rappresentare un prodotto made in Italy in un’occasione così importante rappresenta un privilegio e un onore. E credo che sia anche il modo giusto per far conoscere al mondo un prodotto così speciale.