Il Cerletti compie 150 anni: quattro giorni per celebrare la prima scuola enologica d’Italia
Quattro giorni di eventi a Conegliano per il 150° anniversario della prima Scuola Enologica d'Italia: convegni scientifici, ospiti internazionali e una cerimonia ufficiale con le massime istituzioni regionali e nazionali

Dal 21 al 24 maggio a Conegliano si sono aperte le celebrazioni per i 150 anni della Scuola Enologica G.B. Cerletti, fondata nel 1876 e prima istituzione del genere in Italia. Quattro giorni di eventi che hanno coinvolto istituzioni, ex allievi, docenti, studenti e delegazioni internazionali, che avranno poi una continuazione anche durante il resto dell’anno.
La cerimonia ufficiale si è tenuta sabato 23 maggio all’ingresso della scuola, preceduta dal corteo inaugurale partito da Piazza Cima con la Fanfara degli Alpini, le confraternite del vino di Veneto e Friuli Venezia Giulia e gli studenti delle classi 5° e 6°.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il presidente del Consiglio Regionale Luca Zaia — ex allievo dell’istituto — il presidente della Provincia Marco Donadel e il sindaco di Conegliano Fabio Chies.
È stata letta anche la lettera del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha definito il Cerletti un «fondamentale presidio culturale e formativo».
Oltre al 150° della Scuola, la giornata ha celebrato altri anniversari: 120 anni della Fondazione per l’Insegnamento Enologico ed Agrario, 80 dell’Unione Ex Allievi, 25 dell’Enocoro e 10 del Mini Expo. Il programma aveva preso avvio venerdì 22 con il convegno scientifico CREA-Università di Padova sulle frontiere della ricerca sugli spumanti, e si è chiuso domenica 24 con l’assemblea dell’Unione Ex Allievi e la consegna di borse di studio e distintivi d’onore.
IL PUNTO DI VISTA DEGLI OSPITI INTERNAZIONALI
Tra gli ospiti delle giornate celebrative del Cerletti, delegazioni di istituti enologici e agrari europei e sudamericani.
Jean-Lou Chestier, docente di orticoltura all’Agrocampus di Saint-Germain-en-Laye, ha sottolineato il valore storico della scuola dal punto di vista francese. «Le scuole agricole in Francia non hanno questa antichità. Vedere questi edifici, tutta questa storia e questa trasmissione del sapere che dura da così tanto tempo, colpisce». E sul cambiamento climatico come priorità formativa: «Non deve essere considerato una variabile nuova, ma la variabile principale, il primo precetto su cui costruire l’insegnamento delle future generazioni di viticoltori».
Adilson Amalto, del Centro Paula Souza di San Paolo, ha illustrato il programma di scambio attivo con il Cerletti. «Abbiamo costruito un trasferimento di tecnologia e di sapere con la Scuola di Conegliano e questo passa attraverso i nostri studenti. Due nostri alunni faranno lezione con gli studenti del Cerletti e a seguire terranno uno stage in una cantina della territorio».
Per un istituto con pochi anni di corso enologico alle spalle, il confronto con Conegliano ha un peso preciso: «Questa è un’esperienza che darà una spinta enorme alla nostra crescita».
Sul mercato, Amalto ha indicato nella Denominazione un modello di riferimento anche per il contesto brasiliano: «Oggi si parla molto di vini meno alcolici, freschi. La nostra è una zona calda, quindi puntiamo a vini leggeri. E il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, da questo punto di vista, ci dice molto».
Luigi Franco, enologo e docente al Cerletti, ha raccontato un episodio che misura concretamente la reputazione internazionale della scuola. L’anno scorso è stato invitato a Garibaldi, in Brasile — città fondata da emigrati italiani che celebrava i suoi 150 anni — per realizzare la cuvée celebrativa dello spumante locale: «La città di Garibaldi ha chiesto che un esponente del Cerletti venisse a realizzare la cuvée. Ho lavorato con gli enologi delle cantine del Consorzio di Garibaldi. Ad ottobre ci hanno poi invitato per la grande festa». Sulla filosofia didattica di fronte ai cambiamenti del settore: «Lo stimolo che cerchiamo di dare è la curiosità. Non dare mai nulla per scontato, essere disposti a provare strade nuove».
La dirigente scolastica: «Non un traguardo, ma un impegno quotidiano»
La dirigente Mariagrazia Morgan ha definito l’anniversario non solo come memoria ma come responsabilità: «Il Cerletti non è soltanto una scuola, ma un organismo vivente che respira storia dal 1876. Qui sono nate sperimentazioni e innovazioni che hanno contribuito alla valorizzazione delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, oggi Patrimonio UNESCO.» E sul futuro ha commentato: «Il prestigio della nostra scuola non rappresenta un traguardo acquisito, ma un impegno quotidiano. Vogliamo continuare a essere un polo di eccellenza aperto, sostenibile e innovativo, investendo nella ricerca, nella digitalizzazione e nell’internazionalizzazione, senza perdere il legame con le nostre radici».
Il Mini Expo in Piazza Cima
Per tutto il weekend Piazza Cima ha ospitato anche il Mini Expo degli studenti, alla sua 10° edizione. Un’esposizione con degustazione di prodotti agroalimentari ed eccellenze vitivinicole. Come ricorda il professor Franco: «Era partito quasi come uno scherzo, ma si è rivelato una bella vetrina — sia per i prodotti che come palestra per i nostri studenti, per il loro futuro da imprenditori».