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Giovani e consumi: cresce la passione per il vino

Un’indagine dell’Osservatorio Vinitaly-UIV rileva la tendenza dei giovani a spingere il mercato del vino. Ne abbiamo parlato con un esperto e con due giovani produttori
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E se a sostenere il mercato del vino fossero i giovani? A confermarlo, ribaltando una vecchia tesi che invece vedeva le giovani generazioni sempre meno interessate al vino preferendo cocktail ed altre bevande, è una recente indagine realizzata dall’Osservatorio Vinitaly-UIV che ha analizzato i mercati italiani e statunitense, rivelando non solo che Millennials e GenZ, ovvero gli under 44, spendono di più dei Boomer in vini, ma sono proprio loro a sostenere il mercato premium e ad arginare il calo dei consumi complessivi, spinto invece proprio dai Boomer e dalla Gen X.

In realtà, a guardare anche i dati presentati l’anno scorso dalla Fondazione Censis nel suo rapporto “Il consumo di vino per generazioni”, era evidente il crescente interesse dei giovani: se nel 2002 consumava vino il 48,7% dei giovani tra i 18 e i 34 anni, venti anni dopo nel 2022 questa percentuale era salita di 5 punti, passando al 53,7%. Mentre nello stesso periodo la quota degli adulti è scesa di 3,7 punti percentuali e quella degli anziani di 2,5 punti percentuali.

La voce dell’esperto

A confermare il quadro illustrato dall’indagine dell’Osservatorio Vinitaly-UIV è Davide Simeoni, responsabile commerciale dell’azienda trevigiana di distribuzione di bevande per il settore Ho.Re.Ca. Ferrowine: “I dati confermano la tendenza post Covid sui consumi di alcolici nei vari cluster generazionali. È vero che il consumo di vino nei giovani cresce, ma con un distinguo sulla modalità: mentre la Gen Z consuma alcol principalmente per divertimento e socializzazione, i Millennials sono molto più attenti all’esperienza di consumo ed hanno anche una maggiore curiosità verso prodotti come le produzioni ancestrali. I Boomer, invece, tendono a focalizzarsi piuttosto sull’esperienza food & beverage, con un maggior attenzione al cibo piuttosto che al bere”.

Ed in questo contesto, qual è il posizionamento del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore? Davide non ha dubbi: “Dal punto di vista di bevibilità e gradazione alcolica è estremamente centrato nei nuovi consumi. Lo dimostra anche la crescita di tutta la nostra linea dedicata al Conegliano Valdobbiadene e al Superiore di Cartizze e proprio nei locali clusterizzati per i Millennials. Questo pubblico è attratto dal prodotto in generale ma anche dai rifermentati, è sensibile a temi come la sostenibilità e cerca un’esperienza un po’ diversa e più soddisfacente”.

I giovani produttori

Per capire ancora meglio il fenomeno dei consumi dei giovani abbiamo sentito anche chi è schierato su entrambi i fronti, ovvero i giovani produttori del Conegliano Valdobbiadene: Cristina Adami, 26 anni quindi della generazione Gen Z, Hospitality Manager presso l’azienda vinicola Adami, e il Millenial Giacomo Zaninotto, 38 anni, socio dell’azienda agricola Gli Allori assieme ai cugini Matilde e Giulio. Entrambi anche membri del Young Club, il gruppo dei giovani produttori voluto e creato dal Consorzio di Tutela.

“Dalla mia esperienza diretta, sia in cantina che frequentando i miei coetanei, confermo quello che spiega l’indagine – racconta Cristina – e lo dimostra anche il fatto che sono sempre più i giovani quelli che vengono a visitare l’azienda. Inoltre, vedo anche una maggior attenzione alla qualità piuttosto che alla quantità, e sono disposti anche a pagare per questo. E sì, sono più curiosi nello scoprire nuove tipologie”.

Sulla ricerca e sull’approfondimento dell’esperienza di consumo concorda anche Giacomo: “La maggioranza di visitatori che vengono nella nostra cantina sono proprio i Millenials, in particolare italiani perché per quello che riguarda gli ospiti stranieri l’età è più alta. Hanno la curiosità di conoscere cosa c’è dietro il vino, chi sono i produttori e di capire quali sono i metodi produttivi. Cercando un prodotto di qualità al giusto prezzo”. 

A questo punto, per chiudere il cerchio, Giacomo lancia un’idea: “Credo che sarebbe interessante anche poter fare un’attività di confronto tra noi giovani produttori e i giovani consumatori, per poter capire meglio quello che pensano del Conegliano Valdobbiadene e magari anche raccontargli i valori e le tradizioni del nostro territorio”.