Dal Regno Unito: “La passione fa la differenza”
Il racconto del tour di un gruppo di educatori, sommelier e giornalisti britannici al territorio del Conegliano Valdobbiadene, tra passione, valori, paesaggi e cultura

Parola d’ordine: passione. È questo il leitmotiv dei commenti che abbiamo ricevuto dall’ultimo incoming di un gruppo di educatori, sommelier e giornalisti specializzati inglesi. La visita, tenutasi tra il 3 e il 6 giugno, aveva l’obiettivo di rinforzare la conoscenza di quello che ad oggi è il secondo mercato per export della Denominazione.
I PROTAGONISTI
Al tour guidato alla scoperta delle eccellenze paesaggistiche ed enologiche delle Colline Unesco, organizzato dal Consorzio di Tutela, hanno partecipato:
- Charlotte Gordon, wine educator e consulente specializzata nell’ambito degli spumanti e un forte interesse per i vini italiani, giudice internazionale e membro della Champagne Academy,
- Olga Salazar, wine educator di origine messicana attiva nel Regno Unito,
- Kevin Evans, proprietario di Honley wine bar nello Yorkshire specializzato in vini di nicchia, con un’ampia selezione di vini al calice,
- Cong Cong Bo, sommelier riconosciuta da Harpers tra i Top 25 UK Sommeliers, giornalista e studente dell’Institute of Masters of Wine
- Jason Lee Sheldon, educatore presso la Manchester Wine School e appassionato di spumanti italiani,
- Paul Witkowski, educatore WSET presso la Northern Wine School di Manchester,
- Jack Tovey, wine educator freelance con 16 anni di esperienza nel mondo del vino ed organizzazione di degustazioni
- Kelly Bishop, fondatrice del Manchester Wine Tours, giornalista enogastronomica freelance che scrive per Time Out e VICE.
Un gruppo di professionisti accompagnati da Sarah Abbott MW, Ambassador del Consorzio in Regno Unito e Michele Shah, consulente del Consorzio per l’internazionalizzazione.
Charlotte Gordon: “Passione e cultura”
“Per me, dopo aver visitato la regione, la parola chiave da associare a questo posto incredibile è: passione. Le persone che abbiamo incontrato trasmettono una passione che scorre nelle vene e finisce nei loro vini – ha riassunto Charlotte Gordon –. Si irradiava letteralmente dal suolo, dalle vigne, fino ai calici che abbiamo avuto il piacere di gustare. E personalmente, non avevo idea che ci fosse una cultura così straordinaria, una tale eredità familiare, e davvero una passione che credo molti di noi, nel resto del mondo, non riescono a cogliere appieno quando si parla di questa regione”.
“Credo che si possa fare molto per aumentare la consapevolezza e migliorare la percezione nel Regno Unito e in altri mercati nel mondo – ha continuato Charlotte –. Questo viaggio è stato esattamente ciò di cui c’era bisogno per portare più ambasciatori sul mercato, più persone che amano il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e che comprendono davvero il significato di quella ‘G’. Avere già ambasciatori come Sarah Abbott, che è Master of Wine, vedere con i propri occhi, parlare con le persone che producono il vino e assaporare quel liquido straordinario, è proprio ciò che deve accadere”.
Kevin Evans: “Puntare sulla differenziazione”
“Conegliano Valdobbiadene è il terroir, i pendii ripidi, la difficoltà nel produrre il vino e i costi – ha raccontato Kevin Evans –: tutti elementi che gli amanti del vino adorano, ma di cui nessuno è davvero a conoscenza. Credo che differenziare in modo chiaro ma sottile rispetto alla DOC Prosecco, che porta con sé tutta la notorietà della regione, ma allo stesso tempo comunicare che esiste il Prosecco e poi il Prosecco Superiore, sia un’enorme opportunità”.
“Nel Regno Unito – ha proseguito Kevin – la maggior parte delle persone, quando pensa al Prosecco, pensa a uno stile extra dry o dry, a una Glera piuttosto semplice e lineare. La complessità, la raffinatezza e l’abbinamento gastronomico che abbiamo scoperto in questi giorni sono semplicemente incredibili e ci hanno aperto gli occhi. Se riuscissimo in qualche modo a trasmettere questo messaggio anche ai consumatori nel Regno Unito, credo che potrebbe davvero aiutare a differenziare il prodotto e a far crescere il mercato da noi”.
Olga Salazar: “Un vino versatile”
“Le parole e le immagini che assocerò al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, dopo questa esplorazione della regione, saranno freschezza, concentrazione del frutto e passione per la vinificazione e per il terroir della zona – ha detto Olga Salazar –. Gli elementi che, secondo me, aiuteranno il Prosecco Superiore DOCG a crescere nei mercati internazionali saranno: una comunicazione più intensa, maggiore attività educativa da parte di esperti, così da poter promuovere la regione come merita, e – probabilmente – un nome un po’ più facile da pronunciare”.
“Per quanto riguarda il lato gustativo dei vini – ha concluso Olga –, direi che sono estremamente facili da abbinare con il cibo, sono vivaci e molto versatili. Di solito non pensiamo ad abbinare il Prosecco Superiore DOCG con antipasti o piatti principali, ma in realtà questa è stata la mia esperienza negli ultimi tre giorni: ho gustato pasti straordinari e ho vissuto un soggiorno fantastico in Italia. È un vino che non solo è perfetto come aperitivo, all’inizio del pasto, ma è in grado di accompagnarti durante tutta la cena, dall’inizio alla fine”.
Testo di Alessandro Lanza, foto e video di Matteo De Noni – Dplay Srl, in collaborazione con la redazione del Consorzio di Tutela