Il Conegliano Valdobbiadene in volo con Delta Air Lines
La Master Sommelier americana Andrea Immer Robinson ha girato la Denominazione per realizzare alcune riprese per una docu-serie dedicata al vino

C’è un pubblico che sta per incontrare le nostre colline da una prospettiva nuova: 10 chilometri sopra il livello del mare, durante il volo Delta Air Lines che collega New York a Venezia.
Dal 22 al 25 aprile la Master Sommelier americana Andrea Immer Robinson è stata in Denominazione con la sua troupe per le riprese di “The Swirled Cup”: docu-serie sul mondo del vino che farà parte del palinsesto di intrattenimento a bordo di Delta Air Lines a partire da luglio 2026, con possibile distribuzione successiva su piattaforme come Amazon Prime.
Chi è Andrea Immer Robinson
Per capire la portata dell’iniziativa serve presentare la conduttrice. Andrea Immer Robinson è una delle 25 donne al mondo a detenere il titolo di Master Sommelier rilasciato dal Court of Master Sommeliers. Inoltre è stata la prima donna a ottenere il riconoscimento di Best Sommelier negli USA e ha rappresentato gli Stati Uniti al Concours Mondial des Sommeliers.
Tre volte vincitrice del James Beard Award, autrice di quattro libri best-seller, ha condotto oltre 100 episodi di programmi enogastronomici per Food Network e Fine Living. È Master Sommelier per Delta Air Lines dal 2006, curando la selezione dei vini di bordo della compagnia. Vive nella Napa Valley.
Una serie pensata per il pubblico americano
The Swirled Cup debutta a luglio 2026 in coincidenza con il 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti (qui il trailer della serie). Il primo episodio è dedicato non a caso al Judgment of Paris, la celebre degustazione alla cieca del 1976.
Sono previsti almeno 5 episodi successivi, articolati su quattro temi: l’ABC del vino, la sostenibilità, il turismo e l’abbinamento con il cibo.
Le riprese realizzate in Denominazione confluiranno in più puntate, con Conegliano Valdobbiadene raccontato come destination-worthy per storia, terroir, tradizioni produttive, gastronomia e persone.
Il taglio non è quello del reportage tradizionale: la conduttrice non invia domande in anticipo, preferisce la conversazione spontanea con chi incontra. La troupe filma e poi monta in post-produzione. Ogni intervistato porta una propria bottiglia, che a fine giornata viene aperta in scena per i brindisi.
Quattro giornate, una mappa del territorio
Il calendario delle riprese ha attraversato la Denominazione con un’ampiezza che ne restituisce la complessità.
Tra i temi al centro delle riprese: lo Young Club e la nuova generazione di produttori, il Metodo Martinotti, un’escursione sul Cammino UNESCO alla scoperta di casere e salumi tipici, lo spiedo della tradizione come cornice di una conversazione sul vino naturale, e la Scuola Enologica di Conegliano — che proprio quest’anno celebra i 150 anni dalla fondazione, un anniversario che la docu-serie contribuirà a far conoscere oltreoceano.
Spazio anche a un confronto interamente al femminile sul ruolo delle donne nel vino, sul cambiamento climatico in viticoltura e sull’impatto del Prosecco boom globale sulla DOCG.
Cosa significa per la Denominazione
Il valore di un’operazione come questa va misurato su tre piani.
Sul piano diretto, il Conegliano Valdobbiadene entrerà nei seatback screen di milioni di passeggeri Delta a partire da luglio: un canale che intercetta proprio il consumatore — americano, in viaggio, con tempo a disposizione — più sensibile al wine tourism.
Considerato che Delta opera un volo giornaliero diretto JFK–VCE, l’incrocio tra contenuto e prossimità geografica è massimo: chi guarda l’episodio sta atterrando, eventualmente, a un’ora di auto dalle nostre colline.
Sul piano editoriale, l’eventuale uscita successiva su Amazon Prime moltiplicherebbe la platea ben oltre la cabina di un aereo, costruendo un patrimonio di immagini e racconti riutilizzabili nel tempo.
Sul piano del posizionamento, infine, c’è la firma. The Swirled Cup non è un travel show generico: è raccontato da una Master Sommelier che da quasi vent’anni cura la carta dei vini di una delle principali compagnie aeree americane.
Il suo sguardo è quello di una professionista che riconosce nel Patrimonio Mondiale UNESCO delle nostre colline non un’etichetta, ma un sistema produttivo coerente.
Andrea Immer era già stata in passato dalle parti di Valdobbiadene, ha raccontato, ma «quando ancora non c’era stato il riconoscimento dell’UNESCO. Sono così felice che queste Colline e questi luoghi siano stati designati come patrimonio UNESCO, perché hanno bisogno di essere protetti come parte della storia del territorio, ma più in generale come parte della storia dell’umanità».
Appuntamento dunque a luglio, con la cintura di sicurezza allacciata.