Clima e viticoltura: il Consorzio Conegliano Valdobbiadene pianifica il futuro
Dati e strategie per accompagnare la Denominazione verso un adattamento strutturato e consapevole

Non un’emergenza da inseguire, ma un cambiamento da governare. È questo il senso dei due incontri promossi dal Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco insieme a Banca Prealpi SanBiagio, il 24 e 25 febbraio all’Auditorium di Tarzo, dedicati agli scenari climatici futuri e alle ricadute sulla viticoltura di collina.
Con l’obiettivo di mettere a disposizione del territorio strumenti concreti per affrontare le trasformazioni in corso
COME CAMBIA IL CLIMA
Il primo appuntamento ha presentato lo studio scientifico “Analisi degli scenari climatici futuri a scala locale nel Trevigiano”. Lo studio è frutto di tre anni di lavoro e dell’elaborazione di milioni di dati meteorologici provenienti dal territorio, analizzati con il contributo di ARPAV, Condifesa e di centri di ricerca internazionali.
L’indagine traduce i modelli climatici globali in proiezioni locali ad alta affidabilità. Offre così una lettura dettagliata delle possibili evoluzioni fino al 2100.
I dati indicano che negli ultimi trent’anni il Trevigiano ha registrato un aumento medio delle temperature di circa 0,5°C per decennio, pari a +1,5°C complessivi rispetto ai primi anni ’90.
A questa tendenza si affiancano cambiamenti nel regime delle precipitazioni: meno piogge nei mesi estivi e maggiore concentrazione degli eventi in episodi brevi e intensi.
Uno scenario che per un territorio collinare e viticolo come quello del Conegliano Valdobbiadene non rappresenta solo una variabile climatica, ma una questione agricola, economica e paesaggistica.
Le cosiddette “notti tropicali”, con temperature minime superiori ai 20 gradi, potrebbero inoltre diventare più frequenti. E questo inciderebbe sugli equilibri fisiologici della vite e sui rapporti tra zuccheri, acidità e profilo aromatico delle uve.
- I relatori della serata del 25 febbraio
- Carlo Antiga, Presidente Banca Prealpi
IL PUNTO DI VISTA DEL CONSORZIO
Per il presidente del Consorzio Franco Adami il punto è distinguere tra la variabilità meteorologica e il cambiamento di fondo: «Non è meteorologia, è climatologia».
Non si tratta quindi dell’annata più calda o più piovosa, ma di una tendenza che nel tempo modifica i riferimenti agronomici.
«Oggi non guardiamo più solo la gradazione, ma all’acidità», osserva Adami. Temperature più elevate accelerano infatti il ciclo vegetativo della vite e anticipano la maturazione delle uve. «Anticipare incide poco sul gusto, ma molto sul lavoro del viticoltore», aggiunge, sottolineando come l’organizzazione della vendemmia e la gestione del vigneto stiano già cambiando.
Il tema non riguarda solo la qualità del vino ma anche la stabilità del sistema collinare. «Una microfrana può azzerare il reddito per anni», ricorda ancora Adami, richiamando l’attenzione sulla fragilità di un territorio caratterizzato da pendenze elevate, dove eventi piovosi intensi possono avere effetti rilevanti sulla tenuta dei suoli e sulla continuità produttiva.
LE STRATEGIE PER IL VIGNETO CHE CAMBIA
Accanto allo studio climatico, il secondo incontro ha presentato la pubblicazione tecnica “Il vigneto che cambia”, promossa dal Consorzio con il sostegno di Banca Prealpi SanBiagio.
Il documento raccoglie analisi e indicazioni operative per accompagnare la viticoltura del Conegliano Valdobbiadene verso un modello sempre più resiliente, capace di mantenere qualità e identità in un contesto ambientale in evoluzione.
Il direttore del Consorzio Diego Tomasi sottolinea come i risultati delle simulazioni climatiche confermino segnali già osservabili nei vigneti: «I risultati delle previsioni confermano quanto sta già accadendo e ci stimolano ad individuare tecniche di gestione del vigneto necessarie alla vite per meglio adattarsi alle nuove condizioni».
Uno degli effetti più evidenti riguarda l’anticipazione delle vendemmie. «Al 2100 potremmo vendemmiare attorno al 20 agosto, con un ciclo accorciato di un mese rispetto agli anni Novanta», osserva Tomasi.
In questo scenario la questione centrale non è tanto l’accumulo di zuccheri, che tende a rimanere vicino alle medie storiche, quanto la conservazione dell’acidità e degli equilibri aromatici che caratterizzano il Conegliano Valdobbiadene.
La risposta del sistema produttivo non passa da cambiamenti radicali nella base varietale, ma da un’evoluzione della gestione agronomica.
La pubblicazione indica alcune direttrici di lavoro:
- incremento della sostanza organica nel suolo per migliorare la capacità di trattenere acqua,
- gestione più attenta della chioma per proteggere i grappoli dalle ondate di calore,
- razionalizzazione della fertilizzazione
- sviluppo di sistemi di monitoraggio e previsione sempre più precisi.
Un ruolo importante è attribuito anche alla gestione dell’acqua, con l’ipotesi di microinvasi in grado di accumulare risorse idriche utili nei momenti di maggiore stress estivo. Si tratta di interventi mirati che non mirano a trasformare l’identità della Denominazione, ma a preservarla nel lungo periodo. «L’obiettivo ultimo è quello di conservare la tipicità organolettica che sempre più contraddistingue il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG», ricorda Tomasi.
- Dario Bond, Assessore regionale agricoltura, foreste, montagna, politiche venatorie e pesca
- Diego Tomasi, Direttore del Consorzio di Tutela
CONOSCENZA SCIENTIFICA COME BASE DELLE SCELTE
Lo studio climatico e la pubblicazione tecnica consegnati ai partecipanti costituiscono dunque una base di lavoro per il territorio. Trasformare i dati scientifici in scelte operative significa anticipare i rischi e rafforzare la capacità di adattamento del sistema vitivinicolo.
In un paesaggio riconosciuto patrimonio UNESCO e costruito dal lavoro di generazioni di viticoltori, affrontare il cambiamento climatico non è soltanto una questione ambientale, ma un investimento sul futuro economico, culturale e identitario.
SCARICA I DOCUMENTI:
- ANALISI SUGLI SCENARI CLIMATICI FUTURI A SCALA LOCALE NEL TREVIGIANO
- PUBBLICAZIONE TECNICA “IL VIGNETO CHE CAMBIA”
Foto di QdPnews



