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Unesco e le colline di Conegliano Valdobbiadene: ecco i fatti

Cosa è successo in Bahrain, le motivazioni del rinvio e i prossimi passi della candidatura Unesco delle colline di Conegliano Valdobbiadene
Campea

Nell’assemblea UNESCO del 1 luglio, in Bahrain, la proposta di iscrivere le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene tra i Patrimoni dell’Umanità ha raccolto 12 voti dagli Stati membri, un soffio dai 14 voti necessari all’approvazione definitiva.

Quindi, questa importante decisione è stata rinviata alla 43a assemblea UNESCO, nel 2019 in Azerbaijan.

Grande soddisfazione per il formale riconoscimento del Comitato dell’UNESCO sulle “alte potenzialità del sito candidato, che ha elementi di unicità che devono essere meglio precisati.”

L’Italia è stata dunque invitata presentare il prossimo anno il dossier con le integrazioni richieste.

Nell’esposizione del report valutativo di ICOMOS, tra gli elementi positivi emersi, è stata evidenziata la buona conservazione e gestione del sito candidato, ovvero le misure di conservazione adottate sono state definite adeguate: infatti, durante il lungo confronto tra i membri dell’assemblea, non ci sono stati accenni di sorta legati a tematiche ambientali.

Le modifiche richieste alla documentazione della candidatura riguardano:

  • un più chiaro inquadramento dei valori di universalità delle colline del Prosecco;
  • una migliore definizione dei confini dell’area da iscrivere come Patrimonio dell’umanità;
  • il completamento del processo di approvazione della nuova norma urbanistica regionale riguardante i Comuni dell’area interessata (il cosiddetto “Articolo Unico”).

Si era ben consapevoli che questo processo di candidatura sarebbe stato lungo (si è avviato nel 2008) e articolato, così come lo è stato anche per altre candidature italiane e non. A titolo di recente esempio, i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato hanno ottenuto un deferral durante la 36° sessione Unesco svoltasi a San Pietroburgo nel 2012. Il sito, dopo aver rivisto completamente il documento di candidatura, è stato iscritto a Patrimonio dell’Umanità durante la 38° sessione Unesco svoltasi a Doha nel 2014.

Ora si ritorna tutti al lavoro: componenti del Comitato scientifico e delle pubbliche amministrazioni che compongono l’Associazione Temporanea di Scopo per la candidatura, forti dell’esperienza fatta e dello spirito di squadra instauratosi a fronte dell’importante obiettivo, condiviso dal 92% della popolazione del luogo (dati SWG 2017).

Siamo dunque alla soglia dell’esito finale positivo, convinti del valore identitario del paesaggio delle colline del Conegliano Valdobbiadene quale frutto del sapere e del saper fare dell’uomo in armonia con la natura, sulla scorta del lavoro profuso delle generazioni passate a favore di quelle future: un vero patrimonio reale che alcuni concittadini, fuorviati dai luoghi comuni, dal sentito dire e dalle ideologie, sembrano provare piacere a denigrare.